Gli Artisti di Tornare a Itaca - Note critiche di Mimma Pasqua
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Last update: 09-Lug-2008
 

Note Critiche

 

 

RUGGERO MAGGI, reduce dalla 52° biennale di Venezia, con la sua videoinstallazione “Da Itaca, Lettera 32” aveva fatto riemergere il ricordo della lettera come mezzo di relazione che unisce chi parte a chi rimane. Qui presenta un’opera in cui le formiche, disposte a croce,  evocano i resti di un’ultima inquietante cena di baconiana memoria.

Puntocroce (70x100 - fotografia) viene presentato in sostituzione di "Da Itaca, Lettera 32" durante l'edizione alla libreria "Archivi del '900"

 

 

L'opera di MAVI FERRANDO evoca il viaggio di Ulisse con la sagoma essenziale e ludicamente realizzata di una barca e di un navigante/nocchiero che, con le sue braccia tentacolari, sembra salutare nel gesto di chi si congeda partendo e racchiude in sé il colore del mare.

 

 

MARCO MAGRINI, scultore, con il “Catamarano strano” ambienta la tematica dell'uomo e la sua ombra, bidimensionalmente espressa, in un contesto conflittuale, oppositivo e claustrofobico, in cui il viaggio attraverso i mari della vita è simboleggiato da un catamarano e dal suo doppio.

 

 

LUCIANO CASTELLANO, con estrema sintesi scultorea, traduce in forme arcaiche la simbologia legata al viaggio e al senso dell'andare e della precarietà della vita.

 

 

Nel lavoro di REBECCA FORSTER è sempre presente una mappa, immagine grafica del topos, da cui si parte e a cui si ritorna attraverso l'elaborazione artistica che trasforma la materialità del luogo in aerea, poetica rappresentazione.

 

 

Mentre ANNA LAMBARDI col globo bianco, reduce dal suo viaggio siderale, allude all'aspirazione alla totalità dell'io, dopo le quotidiane esperienze scritte e impresse a carattere di stampa nel libro della vita.

 

 

GIORGIO LONGO e DANIELA MIOTTO, con la loro installazione, mettono in scena il senso del viaggiare che sempre è riscrittura della propria storia, al fine di scoprire il filo rosso che lega i frammenti dell'esistenza ai luoghi percorsi e alle persone.

 

 

LUCIA PESCADOR La memoria addosso – Che cosa meglio di un indumento per ricordare? - Il vestito è la persona. Colui o colei che lo ha indossato. E' memoria materica di colori, odori. Di voci. Il lavoro di Lucia Pescador è sempre legato all'andare, al senso di nomadismo.

 

 

PATRICIA BUENO – Casa en el aire - Il lavoro dell'artista, che ha rappresentato il Perù alla 52a Biennale di Venezia, si ispira al film “Gli uccelli” di Hitchock. E' un collage di performance, fotografia, cinema, readymade. L'elemento unificatore sono gli uccelli. Come simbolo del disordine e della distruzione. La casa, altro elemento portante, agisce come luogo-gabbia-prigione, solo apparentemente tranquillo.

 

 

RUGGERO GAMBERINI Il passare del tempo leggero, impercettibile, si adagia silenzioso passo dopo passo su velature distese, trasparenze. Immagini informi di vite vissute.

 

 

LUCE DELHOVE Sono impronte di foglie di palma portate dal vento del Sud che sembrano essersi fissate come per magia di duchampiana memoria. L'impronta è ciò che rimane di un passaggio. Archeologia di un'anima.

 

 

PINO LIA E' un percorso d'artista attraverso il vinile. I dischi riappaiono alla ribalta non per riportare voci, suoni e canzoni, ma subiscono una metamorfosi per raccontare antichi retaggi di sapori, di cibi. Di vini e di oggetti. Di un mondo perduto e ritrovato sotto forme d'arte.

 

 

LUCIO PERNA Il concetto di geografia emozionale dell'artista rispecchia la sua visione del viaggio che non è sempre puro e semplice spostamento fisico, ma memoria ed emozione. Il ritorno è però un'aspirazione destinata a rimanere tale. I frammenti della vita che si tenta di rimettere insieme non daranno mai l'immagine primitiva ma solo ombre.

 

 

MIRELLA SALUZZO Sono formelle di alluminio. Il metallo è freddo ma l'artista lo tratta e lo lavora, gli dà quel calore che la materia metallica non ha. Sono formelle che scandiscono il tempo che avanza e come le maree copre le cose.

 

 

GIGLIO PASOTTI Il ritorno al passato come momento del viaggio, è ritrovamento della figura materna e di ciò che rappresenta: nutrimento e vita.

 

 

TONINO MILITE, il pittore della nuova metafisica, con “Un viaggio nella lampadina” attraverso un visionario calligrafismo compie un percorso erratico alla ricerca degli oggetti fondanti della sua vita: fra gli altri un abat-jour, una tenda, una trottola, un aereo, disposti ai lati di un pastorale trasformantesi in un @ simbolo della nostra modernità.

 

 

NADIA MAGNABOSCO “Blu sogno” In uno spazio senza tempo Alice, bambina del paese delle meraviglie, scavalca i confini del mondo reale e intraprende un viaggio del desiderio  per raggiungere quel mondo altro che ha sognato. Si risveglierà, ma il varco verso l’immaginazione resterà aperto per creare nuovi percorsi delle meraviglie.

Presentata alla edizione della mostra presso la libreria "Archivi del '900"

 

 

MARILDE MAGNITerra! Terra!” Interessata alla trasformazione e riuso di materiali, nei lavori  recenti realizza maglie-carta, fragili e leggere, ottenute con strisce di pagine di libri, quaderni,  giornali, spartiti musicali o elenchi del telefono. Ridare vita a qualcosa che altrimenti rimarrebbe solo un rifiuto è, inconsciamente, come giocare con il tempo cercando di esorcizzare la morte.

Presentata alla edizione della mostra presso la libreria "Archivi del '900"

 

 

ALFREDO PIZZO GRECO “L’apocalisse”. Nasce a Palermo nel 1942 dal ’45 vive e opera a Amicano, dall’80 apre i suoi laboratori e gli spazi espositivi a Suisio (BG) spostandosi frequentemente in Los Angeles (USA) nel suo atelier dove opera dal 1989 la forza del suo linguaggio artistico. La sua fama internazionale lo porta nel 1985 alla nomina di ambasciatore per la pace nel mondo, conferitogli dalla città di Hiroshima (Giappone). Nella pittura e nella scultura il “fuoco” è l’elemento e lo strumento alchemico che caratterizza costantemente il suo linguaggio creativo sin dal 1960.

Presentata alla edizione della mostra presso la libreria "Archivi del '900"

   
   
   
   
   
   

 

 

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