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Last update: 09-Lug-2008
 

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PUBBLICATO SUL CORRIERE DELL'ARTE – 6 GIUGNO 2008

Dedicato a Pippa Bacca
Geografia delle emozioni
Grazia Chiesa
La mostra, a cura di Mimma Pasqua, è dedicata a Pippa Bacca, di cui si vuole ricordare l'appartenenza al mondo dell'arte e il breve viaggio di una vita, ricca di bellezza e idealità, tragicamente interrotta, ma che continua in noi con il suo messaggio di pace. Il titolo “Tornare a Itaca nella geografia delle emozioni” vuole sottolineare come la percezione dei luoghi e delle persone non è mai oggettiva, ma è influenzata dai ricordi, dai pensieri e dalle emozioni che agiscono come un filtro. Non è un caso se questo viaggio, iniziato in Calabria a Grimaldi, piccolo centro della provincia di Cosenza, approda a Milano alla Biblioteca Comunale Cassina Anna, dal 17 al 29 maggio. Il libro permette inenarrabili viaggi della mente e il mondo della letteratura annovera scrittori di viaggi che non hanno mai messo piede nei luoghi descritti: la biblioteca, unico luogo di cultura delle periferie, si rivela perciò adatta a ospitare una mostra d'arte. Il viaggio parte da Milano perché ricorda il percorso dell'emigrante che approdava al Nord dal lontano Sud, dove si concluderà nella prossima estate, a Grimaldi (CS). La seconda tappa milanese si compie agli Archivi del '900 dal 3 al 13 giugno, a cui seguirà quella allo Spazio Tadini. Gli artisti che partecipano a questo viaggio hanno elaborato il tema con varie modalità espressive: Ruggero Maggi (videoinstallazione), Mavi Ferrando (legno), Marco Magrini (legno e ferro), Luciano Castellano (ferro), Rebecca Forster (carta), Anna Lambardi (tecnica mista), Giorgio Longo e Daniela Miotto (immagine digitale su tela), Lucia Pescador (cappotto e impermeabili dipinti, cappelli e disegni), Patricia Bueno (video), Ruggero Gamberini (olio su tela), Luce Delhove (acrilico su vliseline), Pino Lia (polimaterico), Lucio Perna (tecnica mista su tela), Mirella Saluzzo (tecnica mista su alluminio), Tonino Milite (tempera) e Giglio Pasotti (assemblaggio).
Tornare @ Itaca
Biblioteca Comunale Cassina Anna Via Sant'Arnaldo, 17 – Milano - Conclusa il 29 maggio
Archivi del '900 Via Montevideo, 9 - MilanoFino al 13 giugno

 

INCONTRO AGLI ARCHIVI DEL NOVECENTO SUL VIAGGIO

La sera dell'incontro dedicato al viaggio ho citato due persone: una lettrice del quotidiano City che aveva desiderato comunicare attraverso questo giornale free che leggere, per lei equivale a viaggiare. E lo ha scrito in modo breve e sintetico ed efficace. Ho letto a voce alta quel testo e ho concluso prendendo  la parte finale dell'introduzione al libro di Pierre Restany "YVES KLEIN Il fuoco nel cuore del vuoto", tradotto in italiano da Cristina Trivellin e pubblicato da Giampaolo Prearo editore  nel 2008. "...In Yves Klein coesistono il credente e il mutante. Egli aveva anticipato il nostro viaggio attuale nella comunicazione elettronica planetaria poichè ne deteneva la chiave: la sensibilità allo stato di materia prima. Presentiva il ventaglio di possibilità nella cibernetica, l'informatica e la biogenetica. Come sarebbe felice nell'anno 2000 di trattare la sua architettura dell'aria al acomputer, di impiegare il raggio laser per levitare negli ologrammi, di diffondere in internet i corsi della sua scuola di sensibilità! Sono felice di dirgli oggi: Yves, tu mi avevi trasmetto il messaggio della via ignea. Io l'ho fatto mio e l'ho diffuso e posso assicurarti che per un numero incessantemente crescente delle nostre coscienze percettive in mutazione, il fuoco nel cuore del vuoto non si spegnerà mai. Pierre Restany, Paris 16 ottobre 2000". Ho avuto così modo, cambiando un vocabolo, in modo innocente ma assai pertinente, di comunicare agli ascoltatori un pensiero 'alto' del grande Restany, che è stato mio maestro e nostra guida sicura nel viaggio che D'Ars ha continuato e continua a fare nelle strade dell'arte attraverso la rivista e attraverso quello che il fondatore di D'Ars, Oscar Signorini, ci ha indicato: aiutare gli artisti a farsi conoscere e a camminare seguendo soltanto le loro più profonde ispirazioni.

Fondazione D'Ars Oscar Signorini onlus
Via Sant'Agnese, 3  20123 Milano tel. 02 860290 www.dars.it

Grazia Chiesa

(Grazia Chiesa è nata a Milano, dove attualmente vive. D'Ars, fondata nel 1959 da Oscar Signorini e Mac Spasciani, è stata la base formativa e operativa della sua professione. Il suo nome compare per la prima volta nel colophon della rivista D'Ars nel 1968 (numero 40). Tra i soci fondatori della FERPI, nel 1980, dal 1989 è direttore di D'Ars Agency, coadiuvata da uno staff di collaboratori freelance che operano promuovendo e organizzando mostre, anche a livello museale. Figura centrale del Club D'Ars, fondato nel 1987 per volere di Mac Spasciani, Grazia Chiesa organizza eventi di crescita culturale per i soci e gli amici del club. La promozione della cultura e dell'arte figurativa, in particolare nell'ambito dei giovani emergenti, caratterizza la personalità di Grazia Chiesa e dei suoi collaboratori, ai quali si rende disponibile per la loro crescita e inserimento nel mondo delle relazioni pubbliche, della comunicazione e delle nuove tencologie, favorendo lo sviluppo della loro imprenditorialità. Nel 2001 è stata co-fondatrice con Pierre Restany e Vanna Nicolotti, della Fondazione D'Ars Oscar Signorini Onlus.)

 

 

Per un'idea di poesia

Alla poesia rimane il compito, di fronte alla rassegnazione quotidiana, al momento di disorientamento, di oscurità, di paura, di stanchezza, di calo di pathos, di cogliere quel che rimane. Quel che rimane lo fondano i poeti, non perchè siano dei profeti ma perchè sono liberi di immaginare un luogo di grazia, una custodia, una rottura delle catene del cinismo, della modernità che vive l'esodo dell'arte e quindi la poesia deve anche testimoniare un senso.
Credo che un'idea di poesia sia da ricercare nell'alterità del linguaggio, nella sua comunicabilità, nel parlare e paensare dal centro di qualcun altro, nel riscatto della parole dalla sua routine quotidiana.
Noi crediamo alla poesia, sentiamo che lo spirito, in senso etimologico il soffio, è un'esperienza che ci appartiene profondamente perchè la poesia è anche una dimensione della psiche che va verso il profondo e si protrae verso ciò che ci trascende, una trascendenza che fa parte di noi.
Ricordo che Sthendhal distingueva l'anima tenera, quella poetica, dall'anima prosaica. L'anima tenera resiste a quella prosaica, al pragmatico che è materia inerte. Il poeta è necessariamente marginale perchè l'anima poetica non fa calcoli, agisce per una intrinseca necessità di bellezza, di armonia, per una necessità di redenzione.
Certo in questi ultimi decenni la poesia ha continuato a godere di una certa popolarità e diffusione di cui anche questo libricino testimonia, perché riesce ancora a mescolare parole e immagini a beneficio di quanti sono disposti a lasciarsi prendere dal suo incantamento e non accettano il ruolo di disciplinati consumatori del prodotto della civiltà delle immagini.
Così come in ogni poesia c'è un viaggio, in ogni disegno compare una geografia delle emozioni.
Ho letto le poesie qui raccolte con il sentimento e la convinzione che ci sia una irriducibilità tra immagine e parola. Proprio per questo metterli a confronto è una scommessa artistica alta e una pratica intrigante perché dalla consapevolezza della diversità dei linguaggi può nascere quella relazione tra le parti che non distrugga la diversità.

Cristina Rossi

 

 

 

Migrazioni tra arte e letteratura.

In un’Italia impoverita, dimentica del suo passato di emigrazione e dolore, ora impaurita dallo straniero, scrive Giovanni Chiara: << Nell’anima Itaca non è un’isola, che taglia l’orizzonte, ma un arcipelago dalle molte isole, tutte con lo stesso nome. Non il ritorno, perciò, ma i ritorni, salvifici di meta da raggiungere e ingannatori nella loro speranza di farci rivivere ciò che si desidera ritrovare >>. Colui che parte lo fa con la morte nel cuore perché lascia il mondo conosciuto, la casa, gli affetti, per affrontare nuove terre, nuova gente, l’ignoto. Porta sempre con sé il desiderio del ritorno. Nella lontananza la nostalgia lo avvolge. E’ questa anche una delle possibili chiavi di lettura di “ Tornare a Itaca”, la mostra artististico-letteraria inaugurata la settimana scorsa a Milano.
   Il lungo viaggio iniziato lo scorso anno sta per riprendere la via di casa. I viaggiatori sono giunti ad un punto di svolta. Hanno incontrato altri come loro. Come Ulisse giunse nell’isola degli accoglienti Feaci, così nel capoluogo lombardo sono approdati e si sono incontrati uomini e donne che vogliono rendere testimonianza di partenze e ritorni, consapevoli che “ l’errare e l’apertura al diverso, che alimentano di senso l’esperienza del viaggiatore, richiedono di perdere tempo:smarrimento di sé come preludio a un nuovo ritrovarsi”. Sono le parole che Mimma Pasqua adopera per introdurre il suo progetto, ideato con la collaborazione della poetessa Olga Karasso.
   Così sabato scorso si è inaugurata la tappa milanese di questo “ viaggio come ritorno nella geografia delle emozioni” nato nell’estate del 2007 in uno di quei tanti paesi del Sud simbolo dell’esperienza migrante. L’infaticabile organizzatrice con la sua corte di artisti e intellettuali  ha voluto dedicare questa iniziativa culturale alla compianta e sventurata Pippa Bacca, la performer milanese barbaramente assassinata in Turchia qualche mese fa. Nelle sale della Biblioteca Cassina Anna le sculture in ferro, legno, alluminio e carta di Castellano, Ferrando, Forster, Magrini, Casotti, Saluzzo accolgono i visitatori suggerendo plasticamente l’idea del ritorno. Mentre le installazioni di Lia, Longo-Miotto, Maggi e Pescador e il suggestivo video di Bueno li spingono a ripercorrere, come per i viaggiatori dei secoli passati, lo spazio-tempo degli affetti. La bella e interessante mostra milanese è completata dalle opere pittoriche di Delhove, Gamberoni, Lambardi, Milite e Perna che fanno riaffiorare nella mente e nel cuore dei visitatori la nostalgia e il dolore per il distacco dalla propria terra o l’idea del ritorno come impossibilità. Accanto a questi artisti di fama sono stati chiamati scrittori/trici che adoperano la parola scritta per dire delle conseguenze del viaggiare su corpi e anime: Chiara, Orsi, Rossoni, la stessa Marasso, Araniti, Gordano e Celico, presenti con le loro composizioni a testimonianza del legame tra una terra antica, di dolore migrante, e una nuova, dalle tante possibilità. La lettura pubblica dei loro scritti chiuderà il prossimo 29 maggio la prima fase milanese, che si completerà definitivamente dal 3 al 13 giugno presso gli Archivi del ‘900 (Il programma dettagliato e gli scritti che corredano la mostra in www.tornareaitaca.it). Si migrerà, infine, a Sud nel prossimo agosto. Il cerchio si chiuderà. Si tornerà al punto di partenza. Ulisse sarà a casa. Penelope che lo ha atteso per tanto tempo lo riabbraccerà. Saranno tutti felici, viaggiatori e padroni di casa, per questa grande festa della memoria, dell’arte e della letteratura. Non si dimenticheranno di Nausicàa e delle sacre leggi dell’ospitalità. Questo ha insegnato Omero:<< Straniero, non sembri uomo stolto o malvagio,/ ma Zeus Olimpio, lui stesso, divide fortuna tra gli uomini,/ buoni e cattivi, come vuole a ciascuno:/ a te ha dato questo, bisogna che tu lo sopporti./ Ora però, che sei giunto alla nostra terra, alla nostra città,/ né panno ti mancherà, né altra cosa,/ quanto è giusto ottenga il meschino, che supplica.>> (Odissea, VI, vv.187-193).

Pierluigi Pedretti


© 2008- Mimma Pasqua